 |
di DAVIDE DESARIO
Un incontro urgente con il sindaco di Roma Walter Veltroni e con il
prefetto Achille Serra. Lo chiede l’Intesaconsumatori, alla quale
aderiscono le associazioni di consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e
Federconsumatori, per discutere dello scottante tema degli ausiliari del
traffico, del loro utilizzo e dei contratti che legano le aziende di
trasporto (da cui dipendono) al Comune.
Dopo l’aggressione ai danni di un vigilino in via Tiburtina,
l’assessore capitolino alla Mobilità Mario Di Carlo ha deciso di
interrompere il servizio per cinque giorni a partire da martedì per
“svelenire l’atmosfera”.
Ma in realtà la polemica non si è affatto placata. Anzi.
«Dopo gli esposti alla Procura della Repubblica di Roma con annesse
videocassette che documentano una prassi illegale di elevare le multe
seriali con la tecnica degli “agguati” da parte degli ausiliari del
traffico solo per fare cassa, intendiamo pubblicare sul sito internet un
facsimile di ricorso al Giudice di Pace, per far annullare le decine di
migliaia di multe effettuate a ignari cittadini rei di possedere
un'automobile immatricolata a Roma - si legge nel comunicato di
Intesaconsumatori - Non ci sono altre spiegazioni per giustificare 18 ed
anche 20 multe recapitate in 7 mesi ad alcuni automobilisti, che hanno
avuto la sfortuna di transitare in via Gioberti, tra Santa Maria
Maggiore e la Stazione Termini». Per questo Intesaconsumatori e Coisp
(sindacato di Polizia), preoccupati per il clima non certo sereno tra
automobilisti esasperati da una raffica di multe ingiuste e
ingiustificabili, chiedono un incontro urgente al prefetto e al sindaco
di Roma «per trovare soluzioni condivise a un fenomeno che potrebbe
costituire anche problemi di ordine pubblico».
Che i romani si sentano vessati dal modo di operare degli ausiliari lo
conferma l’ufficio del difendore civico di Roma: «Ogni giorni
riceviamo una media di 5 email e 10 telefonate di cittadini che si
dichiarano vittime di multe ingiuste - fa sapere lo staff di Ottavio
Marotta - Non abbiamo mai registrato un riscontro simile».
E Gabriele
di Bella, segretario romano del Sulpm, conclude: «Chiarisca il
sindaco se sia volontà dell’Amministrazione trasformare l’attività
di sicurezza stradale in far-west delle contrasvvenzioni, con pesanti
uscite di denaro pubblico dal bilancio comunale verso soggetti privati».
|